Lo stato è necessario. Lo stato ci deve aiutare. Lo stato deve per forza interferire con le vite degli individui. Lo stato ci deve controllare. Lo stato deve prendersi cura di noi dalla culla alla tomba. Perché, a conti fatti, lo stato è buono ed altruista, a differenza delle persone, che sono egoiste.

 Comunismo e socialismo

Il fine ultimo del socialismo è il comunismo. Perlomeno in Occidente, in quello che era considerato il “mondo libero”, oltre la cortina di ferro. Al di là di questa infatti, gli effetti del comunismo sono stati piuttosto evidenti nel loro orrore e nel loro disastro. Tuttavia il fascino e l’illusione sono rimasti persistenti in Occidente, grazie alla capillare opera di infiltrazione in praticamente tutte le istituzioni, i mezzi d’informazione e il mondo scolastico, accademico, artistico e culturale di operativi comunisti, che hanno fatto in modo di far avanzare la loro agenda sfruttando la gioventù, gli operai e in generale i poveri con la promessa di una maggiore “giustizia sociale”. Tutto ciò è stato ottenuto grazie alla connivenza di partiti, come i cristiano-democratici e i conservatori, e istituzioni, come forze armate e forze di polizia, apparentemente anti-comuniste senza compromessi, ottenuta sia tramite infiltrazione che tramite corruzione; ovviamente non solo grazie ai partiti “di destra” ma anche a quelli di sinistra “moderata”. Tutti, nell’era sovietica, guardavano con speranza ai partiti comunisti o socialisti “hard-core”, ma anche con una certa paura, per questo coloro che dovevano garantire la continuità del progetto dovevano presentarsi con programmi meno “intrusivi” e altri nomi come social-democratici, liberal-democratici e “liberal”, nel mondo anglo-sassone, i primi campioni del politicamente corretto. Come usava dire, il comunismo sfonda la porta e fa irruzione in casa, mentre il socialismo (con particolare riferimento al socialismo “fabiano”), bussa alla porta, chiede permesso e ti convince a farlo entrare, ma lo scopo è lo stesso: l’incatenamento finale dell’individuo sotto il controllo totale dello stato, che è poi anche l’obiettivo del globalismo, che con la caduta dell’Unione Sovietica ha fuso il socialismo con il corporativismo dell’alta finanza.

Dunque, l’inganno…

Il socialismo è ampiamente sopravvissuto alla caduta dell’URSS e alla fine della guerra fredda (o meglio “prima” guerra fredda…), e non solo, ha anche prosperato ed è cresciuto a dismisura (ed è  parte integrante del progetto globalista, ma questo è materiale per un’altra volta), grazie alla perdita di mordente della “minaccia rossa” e soprattutto grazie a una cosa che ha fatto sempre più gola, in seguito a crisi economiche artefatte e al sempre maggiore impoverimento della popolazione: il WELFARE. La promessa più succulenta che si possa fare ad una popolazione abituata appositamente a dipendere solo dallo stato e costretta a subire politiche di austerità è quella di garantirle “cose gratis” provenienti non si sa bene da dove. E pagate da chi. Perché la più grande menzogna che ci viene data in pasto è che ciò che viene passato dallo stato è gratis e serve ad aiutare i poveri. Ormai l’abbiamo visto innumerevoli volte in questi ultimi anni di crisi interminabile. La soluzione che viene sempre più o meno proposta è apparentemente solo quella di fornire ciò che lo stato può “sdoganare gratis”, aumentando ulteriormente le tasse e il carico fiscale su coloro che ancora hanno un lavoro e sui pensionati; c’è anche chi sostiene di poter aiutare chi è in difficoltà e dare più fondi per i servizi pubblici non aumentando le tasse, che è alquanto impossibile. Ma in ogni caso, la promessa di aumento di aiuti statali in tempo di crisi sarà sempre appetita ed è così che il socialismo rimane saldamente al comando dei paesi occidentali. E non sono solo i partiti di sinistra ad attuare questo tipo di politica. Anche i partiti della “destra moderata” o “riformista” (così come dell’estrema destra) cercano di accaparrarsi i voti della popolazione, promettendo, come sempre, più “cose gratis”, con l’unica differenza che promettono anche meno tasse, come se le due cose fossero realizzabili insieme in maniera realistica e con successo. Non funziona proprio così, anzi, è la ricetta per l’assoluto disastro. Inutile parlare del fatto che sia già stato dimostrato dal colossale fallimento del comunismo, tanto le risposte che ci vengono date dai promotori dello stato sociale sono sempre le stesse: che non era vero socialismo, che “l’hanno applicato in maniera sbagliata”, che la colpa è in realtà del capitalismo.

Nessuno sembra voler riconoscere che il socialismo sia un sistema fallito e destinato a fallire ancora e ancora. Ora poi che i presunti difensori del popolo e dei più deboli e sostenitori della regolamentazione spietata lasciano agire senza vincoli i grandi finanzieri e industriali, strangolando invece quella che era la classe media e i piccoli e medi imprenditori, qualcuno in più potrebbe aver aperto gli occhi, ma ormai non lo diamo certo per scontato.

D’altronde provate solamente a criticare il welfare e verrete accusati di tutto, in particolar modo di essere dei liberisti, per lo “sfruttamento dei poveri” e contro la sanità e roba simile. Tutto ciò non potrebbe essere più lontano dal vero.

La soluzione

Ma come facciamo allora “senza lo stato”? Non si può dare “tutto in mano ai privati”! Allora, prima di tutto occorre ciò che troppo spesso manca: il buon senso. Specialmente in questo tipo di situazione economica, creata per portare avanti il programma del globalismo, non si può certo pensare di cambiare tutto con uno schiocco delle dita. Prima di tutto occorre liberarsi dell’attuale classe politica occidentale, che è globalista fino al midollo. Fatto questo, riappropriarsi dell’indipendenza nazionale, quindi della moneta, senza la quale le nazioni sono solamente colonie e protettorati, e uscire da enti sovranazionali come Unione Europea, Nazioni Unite e Alleanza Atlantica, per dirne solo alcune, che impongono leggi e tasse a stati sovrani. Forse la cosa più importante, siamo impegnati militarmente in un gran numero di paesi disastrati, che abbiamo contribuito in gran misura a rendere tali. Il nostro interventismo militare è assolutamente deleterio, sia a livello umano che a livello economico. Immaginate i soldi risparmiati se ci ritirassimo da queste inutili velleità da voglia di “posto al sole”. Inoltre gli interventi militari promossi dall’élite globalista hanno contribuito a creare migrazioni di masse di disperati, che spesso provano risentimento verso coloro che hanno bombardato e invaso i loro paesi d’origine, costituendo così anche un elevato rischio per la sicurezza, e vengono fatte entrare in Europa e in Nordamerica, mantenute tramite il welfare, anche in maniera considerevole come in Germania e in Svezia, provocando disagi, problemi di ordine pubblico e andando a detrimento dello stesso stato sociale. Senza mettere tanti muri e barriere, eliminando i sussidi per chi vuole emigrare e cambiando la politica estera già si ridurrebbe il problema immigrazione e si risparmierebbero altri soldi. Perché non basta promettere di abbassare le tasse, bisogna anche abbassare le spese, e finora abbiamo forse toccato sanità, pensioni e istruzione? Direi proprio di no!

La soluzione per “combattere” la povertà non è aumentare ancora di più il potere dello stato, ma è diminuire lo stato! Basta mandare soldi a entità sovranazionali, basta sprecarli per interventismo militare sconsiderato, basta regolamentare tutto fino all’ossessione! Abbassamento delle tasse, abbassamento della spesa e deregolamentazione sono la soluzione per aumentare il benessere della popolazione, in modo che meno persone possibile siano costrette a chiedere l’assistenza dello stato. Lo stato sociale funzionerebbe meglio e sarebbe più efficiente. La nazionalizzazione delle banche centrali, se non la loro abolizione, è un’altra parte importante di questo tipo di politica (quindi vedete che non è che sia proprio un concetto liberista). Oggi le banche centrali sono organismi a sé stanti che non devono rispondere a nessuno, ma sono invece al servizio di banchieri e finanzieri, cioè i principali manipolatori della moneta. Tutto questo dovrà terminare; se non si vuole abolire le banche centrali, almeno riportarle sotto il controllo nazionale e fare in modo che rispondano delle loro azioni sarebbe cosa sensata, come sostenuto dall’ex-deputato statunitense Ron Paul, candidato alla presidenza nel 1988, nel 2008 e nel 2012. Un’altra delle azioni a cui pensare per limitare le spese folli degli stati sarebbe anche quella di rivalutare l’oro e l’argento come elementi su cui basare la moneta, ma non volgiamo andare troppo fuori tema in questa occasione.

Il welfare è l’arma con cui il socialismo continua ad essere prevalente nel nostro sistema politico (occidentale) e no, non serve ad aiutare i poveri, la realtà è che serve a mantenere poveri, in modo da avere sempre assicurato il voto di una parte dell’elettorato che con le condizioni odierne è sempre più significativa. Il concetto vale anche per partiti di destra di vario tipo, che devono procacciarsi il voto dei meno abbienti, e quindi promettono sempre più “misure sociali”…tranne quelle che servirebbero davvero, e così il gioco va avanti.

La vera misura di giustizia sociale è l’aumento della libertà e la diminuzione di questi prelievi forzosi che chiamano tasse. Il lavoro aumenterebbe , le possibilità di incrementare  il proprio reddito, che sarebbe tassato poco se non niente, idealmente, aumenterebbero. Certo non sarebbe immediato arrivare a questo tipo di detassazione, ed è realistico pensare che non si risolverebbero tutti i problemi di questo mondo ma una cosa è certa: questa classe politica elitista e la “cabala” in generale, perderebbe talmente tanto potere da non potersi risollevare per decenni e decenni.

 

ARN-T

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...